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Sabato 26 ottobre il primo appuntamento della nuova stagione di classica dello Spazio Teatro 89 di Milano

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Pubblicato da Redazione in Spettacolo · 21 Ottobre 2019
È tutta nuova, a partire dall’impostazione generale, la rassegna di classica “In Cooperativa per Amare la Musica” dello Spazio Teatro 89: la XIX stagione, realizzata con il patrocinio del Comune di Milano e con il sostegno di Coop Lombardia e Furcht Pianoforti e in collaborazione con Serate Musicali, si articola ora in due festival tematici, ognuno dei quali composto da cinque appuntamenti.
Il primo ciclo, al via sabato 26 ottobre nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 e intitolato “La Musica racconta; testi, pretesti e contesti per nuove esperienze sonore”, ospiterà eventi in cui la parte musicale verrà affiancata da letture e approfondimenti, punto di partenza per la creazione di originali spettacoli teatrali. Il secondo ciclo (“Immortale amato, Beethoven il Titano che innamora”), in programma tra la fine gennaio e la fine di febbraio del prossimo anno, sarà invece dedicato al grande compositore tedesco, con l’esecuzione di sue pagine note e meno note, accostate ad altro repertorio, scelto per mettere in luce la centralità del suo genio in tutti gli sviluppi successivi della storia e dell’estetica musicali. Come sempre, a dar corpo a questi eventi si alterneranno interpreti di grande prestigio ed esperienza e giovani talenti selezionati in concorsi internazionali.
Un’altra novità organizzativa riguarda la programmazione e il calendario dei concerti, alcuni dei quali avranno luogo non più la domenica pomeriggio ma nei giorni infrasettimanali e in orari serali, per assecondare i suggerimenti e le richieste del pubblico.
Restano invariate, invece, le linee-guida che da sempre caratterizzano questa rassegna: si punta su concerti solistici e cameristici con programmi e organici vari, rari e interessanti in ambito strumentale e vocale, con ampio spazio per la musica del presente; gli interpreti sono musicisti di chiara fama e giovani emergenti; prima dei concerti ci sarà spazio per le preziose guide all’ascolto, sintetiche ma esaurienti, a cura della direzione artistica e con la partecipazione del pop historian Giorgio Uberti; infine, i prezzi dei biglietti restano
accessibili anche per le fasce di reddito più deboli. Sabato 26 ottobre (ore 20.30; ingresso 7-10 euro), per il primo appuntamento della nuova
stagione, intitolato “Birilli, archetti e clarinetti”, è in programma un’inaugurazione sontuosa con due capolavori mozartiani affidati a interpreti di fama internazionale, indiscusso carisma e grande sensibilità quali il pianista Roberto Plano e il clarinettista Alessandro Travaglini, oltre a tre validissimi strumentisti ad arco: Claudia Monti al violino, Iakov Zats alla viola ed Eustasio Cosmo al violoncello.
La musica da camera fu per Mozart anche luogo privilegiato per sperimentare nuovi impasti timbrici e originali soluzioni estetiche. Esemplare in questo senso è il Trio K 498, detto “dei birilli”, perché pare sia stato composto durante un pomeriggio di svago con, tra gli altri, il virtuoso del clarinetto Anton Stadler, che poi eseguì il brano con Mozart alla viola e la sua allieva Franziska von Jacquin al pianoforte. Accostare due strumenti simili per tessitura e per morbidezza di suono come la viola e il clarinetto era già allora e resterà successivamente
una rarità e una sfida compositiva per integrare e contrapporre sonorità al tempo stesso simili, ma comunque assai diversamente caratterizzate, in un intreccio di linee sinuose e armoniose risonanze con il pianoforte, cui soprattutto sono richiesti i momenti più leggiadri
e brillanti presenti nel brano. Di assai più raro ascolto è il Quartetto per clarinetto e archi K317d, trascrizione di una precedente Sonata per violino e pianoforte il cui suadente lirismo ben si adatta alla nuova strumentazione. A mo’ di overture, una brillante Sonata pianistica di
Andrea Luchesi, compositore coevo di Mozart che negli



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