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MIDNIGHT JAZZ FESTIVAL 2019 DAL 16 AL 31 LUGLIO

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Pubblicato da in Musica · 15 Luglio 2019
Tags: MidnightJazzFestival
La dodicesima edizione del  Midnight Jazz Festival vedrà il via il prossimo 16 luglio a Palazzo mezzanotte. Un' edizione all' insegna del Festival dove tutti gli artisti che si esibiranno, suoneranno musiche anche fuori dagli schemi facendo omaggio a grandi nomi della musica.
Cinque concerti, cinque progetti creati esclusivamente per il MJF.
Si partirà il prossimo 16 luglio con un omaggio a Demetrio Stratos in sintonia con il significato più aderente alla filosofia di “festival”; una ricerca a cui gli artisti in cartellone hanno aderito, mettendosi in gioco con un “doppio passo”, appunto: proponendo il proprio punto di arrivo (o di partenza) nel loro percorso artistico, accostandone parte del repertorio ad una rilettura stilistica, dialettica o di citazione del repertorio di artisti scomparsi (come Django Rehinardt e PINO DANIELE) o viventi come il grande trombonista e compositore Marcello Rosa, omaggiato da Rudy Migliardi; nomi che hanno lasciato una traccia nella storia della musica, non solo jazz.
Per alcuni, inoltre, ricorre l’anniversario della morte: come DEMETRIO STRATOS (nel 1979) e Fabrizio De André (nel 1999); il primo sarà “ospite” del concerto di Patrizio Fariselli che, oltre a presentare il suo nuovo lavoro, dedicherà una “scaletta” originale all’amico e storico partner negli “Area”, a quarant’anni dalla scomparsa.
Proprio per questa ricorrenza è stata organizzata una commemorazione che alle 18.30 del 16 Luglio, giorno di apertura del Festival, con la conduzione del giornalista musicale GIORDANO CASIRAGHI, vedrà alternarsi racconti e testimonianze di alcuni protagonisti di quel periodo, con il contributo di immagini relative a documentari del “Concerto per Demetrio” del 1979 e sul suo lavoro di ricercatore e sperimentatore della voce e del canto.
Artisticamente ancora più coraggioso l’altro “doppio passo”, quello del quartetto di Marcotulli, Di Battista, Tommaso, Varela che rileggerà in chiave jazz, nella parte finale del proprio concerto, alcuni brani di FABRIZIO DE ANDRÉ, a vent’anni dalla morte, accompagnando in live la sua voce registrata, in una versione musicalmente eseguita in tempo reale di “Ho visto Nina volare”.
Nel corso della programmazione del Festival, assisteremo all’esibizione del quartetto di Aurore Voilquè, reduci dal nuovo disco con Angelo Debarre, chitarrista francese di etnia “manouche”, che rappresenta uno degli incroci più suggestivi tra la cultura nomade e il virtuosismo chitarristico gipsy-jazz. Artefici di una ritmica travolgente e un’armonizzazione che allarga la dimensione del jazz, proporranno un repertorio che, in questo caso, non potrà fare a meno di sovrapporsi al mito e fondatore del genere: DJANGO REINHARDT.
Più “classico” il progetto di Rudy Migliardi con il suo progetto formato da un trio di tromboni e ritmica di estrazione Swing bebop che dedicherà parte del proprio concerto ad alcuni brani originali del grande trombonista MARCELLO ROSA, compositore vivente, che ha saputo esprimere al meglio le caratteristiche di questo strumento.
Anche Roberto Martinelli, attraverso l’esaltazione della super “big band” di nomi eccellenti che ha saputo coinvolgere, punterà alla fusione di diversi generi musicali: partendo da trame estemporanee, tipicamente jazzistiche, magari di impronta soul, si arriverà a preziose polifonie. Percorso che si concluderà con una rilettura di PINO DANIELE, anche grazie alla vocalità potente e versatile di Sarah Jane Morris e del chitarrista Tony Remi.

Ecco il programma:
MARTEDÌ 16.7 ORE 18.30 - Apertura straordinaria per commemorare Demetrio Stratos
Nell’anniversario della morte, con l’aiuto di Giordano Casiraghi, giornalista musicale e saggista, verranno raccontati quei giorni in cui il mondo artistico e l’universo giovanile, si incontrarono nell’ultimo grande evento musicale di massa di quell’epoca rock: il CONCERTO PER DEMETRIO, all’Arena di Milano il 14 Giugno 1979.
Un’escursione tra immagini, estratte da video ufficiali del concerto e da documentari su Demetrio Stratos e il suo straordinario progetto artistico, e racconti di amici e testimoni di quella indimenticabile esperienza.
MARTEDÌ 16.7 ORE 21 - PATRIZIO FARISELLI con “AREA OPEN PROJECT” in “100 Ghosts”_ Live
Tra i fondatori degli Area, Patrizio Fariselli, pianista tastierista e compositore, ritorna con una nuova formazione live di altissimo livello, reduce dalla pubblicazione del suo ultimo album “100 Ghosts” (Warner Music).
Lo spirito di ricerca di Patrizio Fariselli in “Area Open Project” è la diretta continuazione di quello del gruppo storico e dei grandissimi musicisti che ne fecero parte.
Nel disco, Fariselli si muove tra mondi apparentemente distanti nello spazio e nel tempo, arrivando addirittura ad arrangiare il brano “Song From Ugarit”, la più antica melodia pervenuta a noi in caratteri cuneiformi, su tavoletta d’argilla, 3.500 anni fa e cantata in lingua originale dalla versatile voce, dal background jazz, di Claudia Tellini.
Nonostante l’energia rock sottotraccia, che a volte riemerge, il jazz mantiene comunque un ruolo centrale, come dimostrano i riferimenti a John Coltrane e a Joe Zawinul.
Nel repertorio si alterneranno anche brani classici degli Area ed un originale omaggio all’amico Demetrio Stratos, che scomparve 40 anni fa. Fariselli è coadiuvato dal batterista Giovanni Giorgi e dalla talentuosa bassista Caterina Crucitti.
Patrizio Fariselli (pianoforte, tastiere);
Claudia Tellini (voce);
Caterina Crucitti (basso);
Giovanni Giorgi (batteria).

GIOVEDÌ 18.7; ORE 21 - RUDY MIGLIARDI in “SUPER-BONES SEXTET”
Rodolfo “Rudy” Migliardi è trombonista, diplomato presso il Conservatorio di Torino. Inizia la sua attività nell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e successivamente nell'Orchestra del Teatro Regio di Torino e nell'Orchestra ritmica della Radio Televisione Italiana di Milano, con la quale ha avuto modo di collaborare con musicisti internazionali, come Gerry Mulligan, John Kay Winding.
Parallelamente Rudy Migliardi si è dedicato all'attività classica, con particolare attenzione alla musica barocca, ed è stato docente di musica contemporanea a Siena.
Al MJF presenta questo progetto formato da un trio di tromboni e ritmica di estrazione Swing bebop, comprensivo di alcuni brani originali del grande trombonista Marcello Rosa, compositore vivente che ha saputo esprimere al meglio le caratteristiche di questo strumento e a cui, nel suo “doppio passo”, il Super-Bones Sextet dedicherà il suo omaggio.
Rudy Migliardi (trombone)
Andrea Andreoli (trombone)
Gianfranco Marchesi (trombone)
Roberto Olzer (pianoforte)
Fabio De March (basso elettrico, contrabbasso)
Tony Arco (batteria)

LUNEDÌ 22.7 ORE 21 - “AURORE VOILQUÈ Quartet, featuring ANGELO DEBARRE” in
“AURORE VOILQUÈ Quartet, featuring ANGELO DEBARRE -Live”
Sulla scena dalla metà degli anni 80, Angelo Debarre rappresenta quel filone di jazz etnico fortemente identificativo della cultura “manouche”, imponendosi nella scena mondiale come uno dei più virtuosi chitarristi “gipsy jazz”, accostato al grande Django Reinhardt, cui Debarre dedicherà l’omaggio previsto nel suo “doppio passo”.
Angelo Debarre ha all’attivo 12 dischi ed è anche un profondo conoscitore del repertorio di musica zingara dell’Europa Orientale.
In questo progetto è ospite integrale del nuovo disco del quartetto capitanato dalla giovane violinista.
Aurore Voilquè (violino, voce)
Claudius Dupont (contrabbasso)
Mathieu Chatelain (chitarra ritmica “manouche”)
ANGELO DEBARRE (chitarra solista “manouche”)

MERCOLEDÌ 24.7 ORE 21 - “ROBERTO MARTINELLI ALL STARS ENSEMBLE with special guest SARAH JANE MORRIS (vocal) & TONY REMY (guitar)”
Roberto Martinelli è n musicista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, trasversale ai generi. Da sempre, vive un fascino assoluto per le formazioni con musicisti di primo piano, con i quali condividere l’esperienza di esecuzione di brani di particolare ricerca stilistica, con arrangiamenti originali e che dirige con particolare passione in una direzione di superamento dei generi musicali, per stabilire un dialogo più emozionale con il pubblico.
Il suo concerto propone una trama sonora variegata, tra momenti ruvidi o eterei, dove spunti estemporanei propriamente Jazzistici si perdono in raffinatezze strutturali classiche e dove vigorose e semplici melodie soul o pop confluiscono in preziose polifonie, grazie anche al virtuosismo di musicisti fuori classe, che hanno collaborato con nomi come Ray Charles, Mina, Pino Daniele, Pat Metheny.
Irrinunciabile la presenza potente e avvolgente della voce di Sarah Jane Morris, grande esponente internazionale della musica Jazz e Rhythm’n Blues, accompagnata dalla chitarra di Tony Remy, già collaboratore di Annie Lennox, Herbie Hancock, Incognito, Freddie Hubbard.
Questo progetto musicale, con repertorio appositamente preparato per il festival, spazierà tra il Soul, il Funky, il Jazz e il Pop; nel suo “doppio passo” dedicherà un’intenso omaggio a Pino Daniele.
Roberto Martinelli, Direttore (saxofoni, vibrandeonon)
Marco Brioschi (tromba, flicorno)
Daniele Moretto (tromba, flicorno)
Giovanni Hoffer (corno francese)
Rudy Migliardi (trombone, tuba)
Alessio Nava (trombone, tuba)
Mario Arcari (oboe, flauto, sax)
Gilberto Tarocco (flauto, clarinetto, sax)
Ellie Young (violoncello)
Fabrizio Bernasconi (piano, tastiere)
Riccardo Fioravanti (contrabbasso, basso)
Lele Melotti (batteria).
Special Guest: Sarah Jane Morris (vocal); Tony Remy (Guitar)

MERCOLEDÌ 31.7 ORE 21 - “MARCOTULLI, DI BATTISTA, TOMMASO, VARELA Quartet”
Rita Marcotulli è pianista e compositrice di estrazione classica. Approda al jazz collaborando con grandi nomi quali, tra gli altri, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Pat Metheny, Enrico Rava, Aldo Romano, Norma Winstone.
Suona in tour internazionali con Billy Cobham. Collabora a lungo con Pino Daniele. Vanta successi anche nell’ambito delle colonne sonore: vince un David di Donatello per “Basilicata coast to coast”.
Stefano Di Battista, giovane “talento” ha da sempre dato un’impronta di allegria alla sua musica. Due mondi sonori guidano la sua vocazione: il suono “acidulo” di Art Pepper e l’incontro con Massimo Urbani. Studia la tradizione classica del sax. Fa parte della mitica etichetta “Blue Note”.
Giovanni Tommaso, contrabbassi



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